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La riforma Rordorf, meglio identificata come riforma in materia di crisi d’impresa, introduce un nuovo approccio al fare “impresa” intervenendo su più articoli del Codice Civile e modificando radicalmente il concetto stesso di “crisi di impresa”. Infatti, se prima il diritto della crisi di impresa – c.d. diritto fallimentare – era attinente al momento in cui la crisi si manifestava, ora, l’arco temporale di interesse giurisdizionale, risulta anticipato all’idea stessa di azienda.

Il legislatore ha ricondotto quindi la normativa attinente alla crisi di impresa, non più alla mera esigenza liquidatoria dell’impresa, ma ad una più efficace e garantista ricerca della continuità aziendale, nell’interesse dei creditori e del sistema economico. In sintesi la riflessione che se ne trae è che: “se vero è che la crisi manifesta alcuni segnali premonitori durante il normale ciclo di vita economica dell’impresa, è necessariamente vero che solo intervenendo su tali elementi si potrà garantire la continuità aziendale”.

Da tali riflessioni è dunque derivata una modifica alle norme del Codice Civile che è destinata a tutte le aziende, specialmente quelle in perfetta salute, declinando il concetto di “crisi di impresa” come elemento di malessere appartenente alla fisiologia della vita economica dell’impresa stessa, ed in quanto tale prevenibile tramite una nuova compliance aziendale, da implementarsi presso le strutture imprenditoriali italiane.

La pianificazione di nuovi assetti organizzativi, derivanti dalle nuove disposizioni di legge, non è però avulsa dal generare impatti significativi sull’imprese stesse e sull’operatività di tutti coloro che sono chiamati alla funzione di analisi preventiva (emersione anticipata della crisi), all’eventuale momento successivo di valutazione di un possibile “recupero” della continuità aziendale, nonché al fase derivante dal manifestarsi dell’esigenza della liquidazione giudiziale.

Il Convegno di Padova, quest’anno, si cimenterà quindi nell’affrontare ed approfondire quali siano gli impatti che questa riforma, che da taluni è stata definita epocale, avrà rispetto al contesto tipico dell’economia italiana e cioè quello delle PMI. Si analizzeranno gli impatti sull’operatività dei professionisti, intesi questi anche come coloro che assistono l’azienda “in bonis”, l’impatto di un eventuale ricorso all’organismo di composizione, i rapporti con il mondo bancario e quello con i tribunali.

Il tutto per giungere ad una sintesi che, come ogni anno, valuterà anche il divenire, analizzando le recenti posizioni della giurisprudenza sul concetto stesso di “procedura concorsuale” e il cosa possa definirsi tale, nonché gli effetti che potrebbero derivare dal nuovo regolamento europeo in materia di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione rispetto al nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.


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